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Scopri storia e tecnica delle vetrate artistiche spiegate da Vincenzo Greco

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Salve oggi voglio spiegare un pò la storia della vetrata artistica: per qulsiasi chiarimento chiama volentieri al numero di tel. 347 70 43 345.
la vetrata d'arte è un insieme di lastre di vetro a differenti gradi di opacità, montata su intelaiatura di legno o di metallo (per lo più piombo). Viene usata per rilegare ed eventualmente decorare finestre o altro genere di aperture nelle pareti di chiese o case o semplicemente decorativa. Può avere funzione di parete divisoria. La tecnica utilizzata con intento decorativo è la pittura del vetro al forno.


Indice
1 Tecniche costruttive
2 Tecniche moderne e contemporanee
3 Storia
3.1 Origini delle vetrate
3.2 Medioevo
3.3 Art Nouveau ed epoca moderno Tecnica costruttiva
Sull'intelaiatura vengono montati i frammenti di vetro: può trattarsi di vetro dal forno a 700 gradi, la cui colorazione è ottenuta aggiungendo ossidi, cobalto o rame alle componenti di base (ossido di calcio e carbonato di potassio) o di vetro placcato (cioè vetro in più stratificazioni, per ottenere varie gradazioni di colore). Inizialmente, il cliente committente appronta uno schizzo preparatorio. Su questa base, vengono tagliate le lastre o con l'aiuto di un tagliavetro a punta di diamante. Le diverse lastre vengono montate su una griglia provvisoria ed eventualmente pitturate con l'utilizzo di grisaille, fissata poi con una cottura a temperature 700°. A questo punto, le lastre vengono unite con il piombo e montate nel telaio.

Tecniche moderne e contemporanee
Nel corso degli ultimi anni l'evoluzione delle tecniche di lavorazione del vetro, la ricerca visiva cromatica di numerosi artisti e il variare degli stili architettonici hanno prodotto nuovi tipi di vetrate, destinate agli stessi usi di quelle tradizionali rilegate a piombo. Le principali sono :
- cottura a 700° di un vetro da 8 oppure da 10 mm con colori ceramici di modernissima concezione, un brevetto esclusivo della nostra azienda.
- la "dalle de verre", montaggio di vetri colorati di forte spessore (2,5 cm) a mezzo di cemento o resina.
- il metodo detto "Tiffany", vetrata dove ogni pezzo di vetro è coperta da un fine nastro di rame che permette di saldare insieme i pezzi.
- la vetrofusione, tecnica che permette di fondere insieme vetri di diverse colorazioni.

Vetrate artistiche realizzate in Nigeria - Africa per una Chiesa Cattolica Anglicana

Storia
Le vetrate esistono già prima dell'epoca romana e si sono evolute nei secoli grazie alle tecniche di lavorazione del vetro.

Origini delle vetrate
Con la scoperta della soffiatura a stampo attorno al 25 d.C. e il conseguente crollo del prezzo del vetro, nell'Impero romano si diffuse l'uso di decorare le terme, gli edifici pubblici e le ville più prestigiose con vetri colorati montati su telai di legno o di metallo. Di queste prime vetrate, cui fa cenno più volte Plinio il Giovane nelle sue lettere, nulla ci resta.

Sotto Ottaviano Augusto, la produzione del vetro divenne una vera e propria industria. I primi visitatori della città di Pompei ebbero modo di osservare vetri ancora collocati nei telai delle finestre di edifici pubblici e abitazioni private. Seneca considerava recente l'uso di applicare lastre di vetro alle finestre.

Con la crisi economica del V secolo, la produzione di vetrate colorate cala in Italia, mentre continua nei paesi del Nord Europa e nel Medio Oriente. Nel V secolo il vescovo Sidonio Apollinare descrive le vetrate della Basilica dei Maccabei a Lione.

Medioevo
Le più anziane vetrate artistiche del mondo si trovano nella cattedrale di Augusta in Germania. Si tratta di 5 figure dell'antico testamento (Mosè, Davide, Daniele, Osea e Giona), uniche rimaste di una serie più numerosa. Sono opere classiche, che testimoniano una perfetta maturità tecnica e la conoscenza della pittura su vetro. La medesima abilità tecnica si riscontra nell'abbazia di Tegernsee, dove si sviluppa un importante laboratorio di vetrate, il cui influsso si estese in tutta la Baviera, superandone i confini verso est. A partire da quest'epoca le testimonianze di vetrate romaniche (di tema religioso, dai colori chiari, misure grandi) si fanno sempre più numerose.

Pur diffusa in epoca romanica, questa tecnica costruttiva e decorativa raggiunse il suo apogeo con l'architettura gotica (soprattutto a motivo dello sviluppo tecnologico in termini di statica che questa architettura portò con sé), divenendone generalizzato l'uso nel secolo XIII.
Rispetto alle vetrate romaniche i colori dei vetri sono più scuri, i pezzi di vetro più piccoli, i soggetti si moltiplicano e comprendono più scene per finestra. Famose in tutto il mondo sono le vetrate della cattedrale di Chartres: eseguite fra il 1150 e il 1240 occupano una superficie totale di circa 6900 metri quadrati, per un totale di 170 finestre. Interessante anche la cattedrale di Notre Dame e la Sainte-Chapelle a Parigi, dove la vetrate gotiche incontrano la loro massima espressione.

In Italia decorare le finestre delle chiese con vetrate figurative è un fenomeno di import export, giunto attraverso lo stile gotico. Per la realizzazione delle vetrate del Duomo di Milano, molti maestri vetrai vennero dalla Germania e dai paesi fiamminghi. Una vetrata tipica titaliana è quella veneziana.

Con lo stile rinascimentale, più sensibile alle rese prospettiche e ai volumi, le vetrate si adattarono aalla nuova corrente culturale, facendo sempre più uso della pittura. Una delle tecniche che iniziano a prendere piede in questo periodo è la grisaglia (grisailles), utilizzata a partire dal 1400. Si tratta di uno smalto composto da ossido di metalli e da un fondente utilizzato per realizzare sfumature e dare corpo a figure e decorazioni.

Con l'avvento del protestantesimo e della Controriforma inizia per le vetrate un periodo di declino. A partire dalla Svizzera si diffonde l'uso di piccoli pannelli decorativi di carattere laico, araldiche, stemmi di casato, che ornano le finestre delle case. L'uso del diamante al posto del ferro arroventato permette tagli più arditi. Ma con il passare degli anni si assiste a una vivace originalità.

Nel periodo barocco l'interesse per la vetrata diminuisce ulteriormente: la conoscenza delle tecniche si è persa tanto che nessuno è più in grado di eseguire i restauri. Alla fine del 1800 in Inghilterra, grazie alla corrente del Neogotico, per interesse dei pittori inglesi William Morris e sir Edward Burne-Jones rinasce l'interesse per le vetrate, ma per avere risultati di pregio bisognerà aspettare almeno un ventennio. Si tratta di vetrate per lo più di carattere laico, che ornano gli edifici neogotici.

Art Nouveau ed epoca moderna
(1903-1943). Due vetrate futuriste, c. 1930
Una vetrata contemporanea alla Ruprechtskirche di Vienna
A Venezia a metà Ottocento il vetraio muranese Pietro Bigaglia adorna la sua casa con delle vetrate che alternano rulli filigranati di sua produzione a parti in vetro colorato e trasparente.

Con l'Art Nouveau e il Liberty, la vetrata ha il suo grande rilancio, sviluppando forme e cromatismi nuovi. Lo stileTiffany rinnova profondamente la vetrata sia dal punto di vista iconografico che tecnico, introducendo l'uso di vetri opaline, fatti produrre da lui stesso, e sostituendo il profilato in piombo con un nastrino di rame. Artisti come Antoni Gaudí, Mackintosh e Frank Lloyd Wright ne rinnovano profondamente l'aspetto formale.
Attualmente dopo una parziale decadenza nel secondo dopoguerra (in cui ci si occupa soprattutto di restauri), ha fatto seguito una rinascita, con innovazioni che riguardano sia il piano formale che quello tecnico. Ricordiamo solo Chagall, le Corbusier e Anzolo Fuga. Dopo decenni di arredamento spoglio e minimalista l'uso della vetrata come decoro della propria abitazione è in rapida espansione.

NB. Sono sinceramente interessato ad ascoltare le idee di chi telefona o scrive sui miei contatti: whatsapp +39 347 70 43 345.                          Mi rende felice trovare un messaggio e rispondere velocemente. 

Vincenzo Greco