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Google Arte e Cultura: cos’è e cosa offre alla cultura, in periodi di quarantena Covid 19. Vincenzo Greco

Di Vincenzo Greco


Google arte e cultura cos'è
Sento la necessità di spiegare la funzione di Google per l' Arte e la Cultura nel web.

Cos’è il il sistema di google e come può aiutare i musei, le fondazioni e la cultura?
Sento parlare di questo progetto da qualche anno. In quarantena Covid 19 diventa di attualità.
https://www.vincenzogreco.com/
Vi spiego che cos'è Art selfie, un’app di Google, è sbarcata in Italia. Funziona così: un programmino da scaricare e individua i tratti del nostro volto e li confronta con migliaia di ritratti noti e posti nelle gallerie internazionali di tutto il mondo, depositati nella sua immensa memoria. In pratica, e possibile rivederci in qualche ritratto famoso. Un programmino divertente e ben fatto.
naturalmente il progetto di google riguardo lìarte ha uno scopo un pò piu ampio.
1. Come Google Arte e Cultura si può utilizzare in periodi di chiusura a casa in seguito a pandemia:
Meraviglioso, un museo a portata di click da visitare virtualmente, collezioni e luoghi d’interesse.

Da casa come in questo periodo di quarantena, è possibile passeggiare fra i corridoi del Louvre, poi spostarsi agli Uffizzi di Firenze ( https://www.uffizi.it/) per ammirarne le cupole e la mole di Torino dall’alto, e infine studiare nel dettaglio le pennellate di leonardo da Vinci, così da vicino da poter intravedere la grana della tela sotto la vernice. (https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_da_Vinci)

Grandi collezioni di artisti di tutto il mondo sono stati digitalizzate grazie a Google Art Camera, in ua altissima risoluzione.
Il risultato è straordinario, perchè, neanche dal vivo è possibile avvicinarci così ad un quadro esposto in un museo o galleria.

Gallerie, musei, fondazioni, teatri possono ottenere un proprio spazio all’interno di Google Arte e Cultura per esporrei propri contenuti. Un pò più complessoe l'iscrizione per l’utente, ma che può dare ottimi frutti sul versante della qualità dei contenuti e della visibilità.

Ecco come.
2. Google Arte e Cultura: come funziona per le istituzioni culturali?
Google arte e cultura inizia nel 2011 con il nome di Google art project. Ad oggi ne fanno parte migliaia di musei in tutto il mondo, per un totale di milioni di opere d’arte catalogate. Migliaia di luoghi d’interesse storici ed artistici, come teatri e palazzi storici.

Per chi è un artista come me, fa parte di una impresa culturale e desidera entrare nella piattaforma, deve innanzitutto iscriversi a Google Cultural Institute, associazione no-profit. Si compila un modulo e si dà inizio a una procedura di contratto che termina con l’adesione al progetto. A questo punto l’impresa culturale ha il suo spazio virtuale, da personalizzare con contenuti testuali e immagini delle opere.
Si scelgono le immagini, come foto di interni e delle opere d’arte. Qualunque elemento caricato può essere utilizzato e con lo stesso principio si possono pubblicare file video.

Collezioni online. Le istituzioni culturali (come un museo, ad esempio) hanno la possibilità di raggruppare le opere in collezioni consultabili dagli utenti. Sfogliare uno di questi album è quasi come muoversi fra le stanze di un’esposizione.


Storie. Forse lo strumento più interessante di Google Arte e Cultura. Più di un editoriale, più di un catalogo digitale, le storie permettono di organizzare le opere d’arte secondo criteri tematici intervallandole a didascalie, spiegazioni, curiosità.
Un esempio interessante è quello della GAM di Torino, la Galleria Civica di arte moderna e contemporanea: fra le suddivisioni per corrente artistica e periodo storico spiccano raccolte come “La GAM a colori”, che raggruppa i quadri esposti per cromie e spiega il significato dei colori nell’arte.
Ma si possono usare le storie anche alla maniera degli Uffizi, cioè in verticale: ne “La Maestà di Santa Trinità Cimabue” si studia una singola opera da vicino, zoomando di volta in volta su un particolare diverso spiegato da un’accurata didascalia.

Attraverso gli strumenti di Google arts & culture, quindi, si può raccontare un’impresa culturale a 360°, trasformando l’esperienza dell’utente in un’immersione coinvolgente e interattiva. Ma questa piattaforma suscita ancora alcune perplessità.


Mosaico Gesù Stile Bizzantino vetro decorato di Vincenzo Greco
3. Digitalizzare l’arte è corretto? Google Arts & Culture avvicina gli utenti ai musei?

La domanda è legittima. Pensiamoci. Se ho la possibilità di esplorare il British Museum dal divano di casa mia, in fondo, perché arrivare fino a Londra? Se posso visitare un famoso palazzo gratis – anche solo virtualmente – perché pagare il biglietto d’ingresso?

Naturalmente Google è di tutt’altro avviso: questo è un metodo importante per far conoscere i tesori che si conservano nei musei, spinge gli utenti a visitarli di persona.
https://www.archilovers.com/greco-vincenzo/#photos
La stessa applicazione di cui parlavamo all’inizio, Art Selfie, può far immaginare a qualcosa di blasfemo per l'arte, un gioco vanitoso di somiglianze da condividere sui social. Ma pare che molte persone, dopo aver conosciuto i propri sosia “pittorici”, abbiano preso un volo per osservare dal vivo il dipinto a cui somigliano.

Google Arte e Cultura, insomma, piace ma divide. Il progetto si è trovato al centro di un dibattito indubbiamente affascinante: la tecnologia può aiutare la cultura, o è destinata a soppiantarla?

Non ho dubbi, Io sto con Google. questa è un’esperienza diversa, non paragonabile all’esplorazione “fisica” di un luogo d’interesse artistico, pero aiuta far conoscere i capolavori. Invoglia l’utente a visitare quel musuo visitato virtualment di persona.
https://www.archilovers.com/greco-vincenzo/#videos

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