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Arte contemporanea

Vincenzo Greco ed il suo simbolismo concettuale.

Arte Contemporanea

L’arte ed il simbolismo concettuale nel contesto dell'arte contemporanea nel artista Vincenzo Greco definisce l’obiettivo di un metodo fondato sul pensiero e sul piacere estetico. L'artista si propone di richiamare lo spettatore a meditare sulla relazione tra immagine e parola, in termini logici e semiotici.

I contenuti emozionali di questi capolavori d’arte concettuali, fin da subito determinano la volontà di esaltare l'opera d'arte: l'idea e la riflessione prende il posto del manufatto artistico, indipendentemente dal carattere tradizionale o innovativo del opera dipinta.

Le opere d’arte concettuali sono il punto d'arrivo di un percorso che, dal surrealismo all'impressionismo, all’espressionismo, hanno caratterizzato l'evoluzione dell'arte visiva contemporanea di Vincenzo Greco mediante la volontà di sottrarre la propria arte dalla banalità del pop commerciale. Naturalismo (post-impressionismo e espressionismo), la prospettiva (cubismo), il trascorso (futurismo), il valore commerciabile dell'opera (dadaismo, arte dadaista), la forma (arte informale, astratta), questa sua collezione rappresenta senza dubbio il momento più alto e, nel contempo, l'ultimo possibile regalo alla ricerca e all'ansia di novità delle avanguardie contemporanee (Transavanguardia artistica caratterizzata dal ritorno all'oggetto tridimensionale e alla pittura). In questo senso possono essere definite "concettuali" esperimenti visivi molto diversi tra loro ma caratterizzate comunque da un comune denominatore inconfondibile (l'Arte povera, la Narrative Art, la Body Art, la Land Art, ecc.).

Le sue prime esperienze "concettuali" furono raffigurate da dipinti Minimal-Art e Neo-Dada, con l'uso di oggetti ricavati dal quotidiano e inseriti all'interno dell'opera d'arte (le spugne). Una tendenza che si distinguerà nel 2004 in senso già profondamente concettuale come provocazione a Venezia presso “Palazzo Ducale - Palazzo dei Piombi” mostra collaterale alla biennale di Venezia.

Alcune opere Minimal Art (Minimalismo) hanno origine da stati d’animo contraddistinti da produzioni di strutture sostanziali cromaticamente essenziali e ispirate a filosofie classiche ed esoteriche tratte dalla tradizione greco-romana, modalità puramente costruttive dove il maestro Vincenzo Greco ha privilegiato l’empatia ed il godimento estetico di chi guarda.