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Crocifisso di San Damiano dipinto da Vincenzo Greco

L'Icona del Cristo per il Convento Cappuccini Madonna della Rocca - Padre Gioacchino La Lomia”

Il Crocifisso di San Damiano è un’icona, riprogettata e dipinta da Vincenzo Greco artista Siciliano, ispirato dalla famosa croce collocata nella chiesetta di san Damiano, fuori le mura di Assisi. Di fronte a quella croce, nel 1206 il giovane Francesco sentì l’invito a “riparare la sua casa”. Per certi versi allo stesso modo Fra Massimiliano Novembre nel 2015 ha sentito la necessità di riparare, restaurare il convento dei cappuccini a Canicattì con il chiaro intendo di dare colore alla struttura per educare il cuore dei fedeli a cercare con gioia, oltre ogni frontiera, Dio.

L'Icona del Cristo dietro l’altare
L’icona non è un’immagine sacra decorativa banale, ma una vera “illustrazione visibile del mistero invisibile”. È un’opera d’arte che ci aiuta a vivere la nostra salvezza in Dio. L’artista Vincenzo Greco ci mette in contatto col mistero attraverso la via della bellezza. Nel dipingere l’immagine sacra, l’iconografo presta la sua arte a Dio e si fa docile strumento dello Spirito Santo, restando sempre dentro il solco della tradizione della Chiesa. L’immagine dipinta è l’affermazione della parte più divina dell’uomo. (Cristo vero Uomo e vero Dio).

 

Guardando il Crocifisso con uno sguardo d’insieme dall’alto in basso, possiamo immaginare il senso complessivo di quest’opera in un invito all’adorazione. In alto, gli angeli adorano il Cristo innalzato, che entra nella gloria del Padre. In basso coloro che sono morti adorano il Signore della vita che li richiama alla vita. Nella fascia centrale i personaggi della storia, che partecipano all’ora della crocifissione, adorano il Figlio obbediente, che morendo dona la vita. E noi che ci troviamo di fronte alla raffigurazione di questo mistero d’amore siamo invitati a fare altrettanto, a lasciarci coinvolgere in questo movimento di adorazione, a piegare le nostre ginocchia e riconoscere che senza la sua morte in croce la nostra vita e la nostra morte sarebbero senza speranza, mentre alla luce della sua morte e risurrezione diventano passaggio “da questo mondo al Padre”, un lasciare la dimora terrena per ricevere in dono quel posto che Gesù è andato a preparare per noi, per prenderci con sé per tutta l’eternità.

In occasione del Giubileo 2015-16 Sua Em. Card. Francesco Montenegro la aperto le porte della chiesa inaugurando ufficialmente la chiesa con la partecipazione di migliaia di fedeli che hanno potuto ammirare la nuova icona alta più di 3 metri posta dietro l’altare principale.

Di fronte a questo Crocifisso tutti noi siamo spinti a ravvivare la nostra fede, proprio come ha fatto San Francesco. Il Cristo in croce, è raffigurato nel suo mistero di amore per la Chiesa, che Egli ama come sua Sposa, per la quale dona la propria vita. Non è quindi sorprendente che quest'icona abbia rivolto al giovane Francesco d’Assisi un invito ad amare: "Non vedi che la mia casa cade? Va' e riparamela!"

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